Un amore di montagna
Famiglia e bambini

Un amore di montagna

17/12/2025 Famiglia e bambini 3 min di lettura
Piove. Ci sono 2.5 gradi prima che la macchina venga divorata dalla bocca della lunga galleria che collega il Cadore al Comelico. Sono 4km di asfalto e cemento armato che attraversano la roccia della montagna. Ma e' come entrare nell'armadio di Narnia. Non appena si scorge lo sbocco i bambini trattengono il fiato. La luce azzurrognola, quasi accecante che sfavilla all'uscita, ci predice un mondo tutto bianco. Usciamo dalla galleria a 50km orari accolti da un' abbondante nevicata. Sono 10 anni che attraversiamo lo stesso tunnel e sempre e' capace di sorprenderci. I bambini appiccicano i nasi contro i finestrini umidi. " Abbiamo indovinato! Nevica!". Io e mio marito sorridiamo; e' un gioco che facciamo sempre. Indovinare se dall'altra parte il bianco, mondo, fatato sia sempre lì! La temperatura crolla a meno 3. Meno 4. Meno 5. Si rallenta a 30km orari; le 4 stagioni tengono bene l'asfalto innevato ma bisogna comunque procedere con prudenza: lo spazzaneve deve ancora passare. Il viaggio continua lento e piacevole. Sono appena le 7 e mezza del mattino e il traffico e' nullo. Ci godiamo quei pochi km macinati a rallentatore che ci dividono dalla nostra meta. Alla fine la montagna e' fatta per questo: per ricordarci l'importanza dell'andare piano, di frenare dal frenetico scorrere del tempo.
Dopo muri di conifere innevate e pareti rocciose ghiacciate, ecco salutarci il cartello "Sappada Plodn". Superiamo le prime case mentre il tergicristalli fatica a spazzare via la neve pesante dal parabrezza. 
Decidiamo di parcheggiare nello spiazzo per le macchine del solito B&B che , a distanza di dieci anni, e' diventato la nostra seconda casa. Abbiamo ancora del tempo prima che la stanza sia pronta. Ci infiliamo le giacche, bardandoci bene con guanti, berretti e scaldacollo.
Respiriamo a pieni polmoni il vento ghiacciato che ci morde le guance. La neve ci mitraglia il viso. Le Dolomiti tutt' attorno ci danno il loro saluto magico e silenzioso.
Ci avviciniamo alla discesa che ci conduce a Sappada Vecchia. Prima di discendere dietro a mio marito e ai bambini apprezzo il panorama che mi strappa un sorriso, scattando la fatidica foto di rito: sempre la stessa ma d'obbligo ad ogni stagione! Nonostante il freddo secco e pungente questo posto riesce da sempre a scaldarmi il cuore. Con i suoi tetti innevati, le colonne di fumo che salgono alte verso le nubi dai camini, gli stormi di corvidi che le attraversa disordinati, le sue strade, le sue fontane, i suoi capitelli, che sanno di storia e di tradizione ed ispirano altre storie di fantasia. Sappada e' proprio uno dei borghi piu' belli d'Italia!
Ogni suo scorcio vale la pena d'essere conosciuto. Ubriaca gli occhi tutta la sua bellezza! Con la sua pace , la sua luce, i suoi boschi, le sue cime, la sua neve e le sue persone. Persone care che ci abitano. E persone come noi, affezionate, che sempre ci tornano. Discendo lungo la strada di Borgata Soravia e mi sento di nuovo a casa. 
Grazie, cara Sappada, per accoglierci ogni volta come se fosse la prima. Con la tua placida serenita' che ci invade il corpo e che coordina i battiti del nostro cuore con l'interrotto gorgogliare del Piave. 
 
Giulia Emma Erminia Facci da Ferrara
 
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