Sentiero naturalistico del Monte Piana

24 Escursioni

Filtro tipologia

LE REGOLE DELL’ESCURSIONISTA

1.Preparate l’itinerario;

2. Scegliete un percorso adatto alla vostra preparazione;

3. Scegliete equipaggiamento ed attrezzatura idonei;

4. Consultate i bollettini nivo-meterologici;

5. Partire soli è più rischioso, nel caso portate con voi un telefono cellulare;

6. Lasciate informazioni sull’itinerario e sull’orario approssimativo di rientro;

7. Non esitate ad affidarvi a un professionista;

8. Fate attenzione a indicazioni e segnaletica che troverete sul percorso;

9. Non esitate a tornare sui vostri passi;

10. In caso di incidente date l’allarme chiamando il numero 118;

11. Riportate a valle i rifiuti e rispettate la flora e la fauna.

 

CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI AGGIUNTIVE

• Le informazioni riportate nelle schede escursioni non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista;

• La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza; 

• Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito;

• La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti a un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento;

• Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento;

• Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma:

1) consultare l'Arpa Fvg Meteo, collegandosi al sito http://www.osmer.fvg.it o chiamando il numero 0432 926831 Opzione ( Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile).

2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi.

Infatti, lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.);

• Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica;

• Nel malaugurato caso d'incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo ed esclusivamente il SUEM 118

REGOLEESCURSIONISTA
Difficoltà DIFFICOLTA: E

SCALA DELLE DIFFICOLTA'

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie.


T (turistico) indica itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento.


E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento.


EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psicofisica.


EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti.

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

SCALADIFFICOLTATXT

24 PASSEGGIATE

Si tratta di un percorso che si snoda prevalentemente sul versante meridionale del monte della Piana e successivamente lo aggira sul lato est raggiungendo il passo della Piana, larga insellatura erbosa situata tra il monte omonimo e modeste alture prative digradanti dal monte del Larice.

È il più suggestivo dei nuovi sentieri naturalistici tracciati nella zona ed ha reso accessibili zone un tempo frequentate solo dai cacciatori locali. Solitario, solare, molto vario e, a parte un breve tratto, non faticoso. Dai silenzi del bosco, rotti solo dal gorgoglio delle acque del rio Puiche, vi troverete all'improvviso in uno splendido terrazzo panoramico affacciato su tutta la Valle del Sole e sui monti che l'incorniciano a sud. E non è finita qui: poco oltre ecco una singolarissima appartata, piatta vallecola, regno incontrastato delle marmotte, che precede il passo vero e proprio dove troverete un tavolo con panca e soprattutto belle vedute sull'altopiano di Olbe, sul monte Ferro, sui torrioni del Righile, sul Chiadènis e perfino sul lontano Antelao.

Questa escursione può essere considerata già di per sé una meta per la singolarità degli ambienti che si attraversano, ma può anche costituire punto di partenza per altre escursioni: monte della Piana da est (vedi itinerario 22), rifugio 2000 (vedi sotto), laghi d'Olbe (vedi itinerario 25 della sezione Passeggiate).

PERCORSO

Con l'itinerario 21 fino alla biforcazione. Qui, lasciato a sinistra il sentiero 140 diretto al rifugio 2000, proseguire per la traccia all'inizio quasi pianeggiante che continua diritta e porta poi in lieve discesa al rio Puiche, attraversarlo e rimontare su ripide serpentine il costone boschivo che sta di fronte. Alla sua sommità ecco la splendida balconata di cui sopra (dotata di staccionata protettiva e panchina, in parte rovinate da una valanga), ottimo belvedere e ideale punto di sosta. Da qui avanti prima in falsopiano tra magro bosco, poi con alcuni saliscendi verso nord-est passando quasi sotto il monte della Piana con alcuni passaggi un po' esposti fino alla curiosa vallecola completamente piatta. Attraversarla tenendosi sulla sinistra, ovest, (fare attenzione perché in questo tratto la segnaletica gialla è inesistente) fino al passo della Piana dove ci sono tavolo rustico con panca e, a breve distanza, una tabella posta su un paletto con indicazione "Sentiero naturalistico monte della Piana".

Ritorno

Il rientro a valle può avvenire per l'itinerario di salita. Appare però più consigliabile questo percorso: dal passo continuare a sinistra (ovest) lungo l'evidente carrareccia che in breve conduce alla pista da sci. Qui seguirla in salita fino al rifugio 2000 (dislivello 50 metri circa) e da esso tornare con l'itinerario 21 in senso inverso ai Piani di Gront, dai quali o lungo la pista da sci oppure deviando da questa verso Miravalle e da lì con l'itinerario 13 (della sezione Passeggiate) in senso inverso a Sappada borgata Mühlbach, impiegando complessivamente ore 1.45-2.00.

Va segnalata anche la seguente opportunità, però meno interessante della precedente: dal passo della Piana continuare a sinistra (ovest) lungo l'evidente carrareccia che in breve conduce alla pista da sci e per essa in discesa fino al rifugio Gosse (stazione a monte del 2° troncone della seggiovia, chiuso nella stagione estiva) dal quale con l'itinerario 25 in senso inverso a Sappada impiegando complessivamente ore 2.00- 2.15.

Letteratura

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Mappe e cartine consigliate

Carta Topografica Tabacco - Foglio 01 - Scala 1:25000

Autore: © Giovanni Borella

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.   

SI RINGRAZIA IL DOTT. GIOVANNI BORELLA PER L'AUTORIZZAZIONE DEL 04/06/2020 A VISIT SAPPADA, E PER LA COLLABORAZIONE.

Sentiero naturalistico del Monte PianaSegnavia SEGNAVIA: Bolli gialliLunghezza percorso LUNGHEZZA: 8.72 kmDifficoltà DIFFICOLTA: ETempo totale TEMPOTOTALE: 03:45Tempo di salita TEMPOSALITA: 1,45-2,00Tempo discesa TEMPODISCESA: 1,30-1,45Start: Borgata MuhlbachFinish: Passo della PianaTecnica TECNICA: Impegno fisico IMPEGNOFISICO: Emozione EMOZIONE: Paesaggio PAESAGGIO: Località LOCALITA: SappadaPeriodo consigliato PERIODOCONSIGLIATO: Mag - Giu - Lug - Ago - Set - Ott - Scheda Sicurezza SICUREZZA Scheda stampabile SCHEDASTAMPABILEDownload .GPX TRACCIATODOWNLOAD